Questo non è un semplice blog sul cinema. Mi sono
appassionato al cinema nel 1997, dopo aver visto quelli che per me sono due
‘classici’, ovvero Bad Lieutenant di Abel Ferrara e Crash di David Cronenberg.
Da allora la febbre non mi ha più
abbandonato. Non parlo della febbre per il cinema: parlo della febbre per
l’umano, troppo umano.
Il cinema mi ha accompagnato mentre la scienza mi dettava le
sue diagnosi, sempre uguali e sempre diverse. Il cinema mi ha accompagnato mentre
soffrivo e mentre amavo. Mi padre, che è morto dieci anni fa per un infarto, mi
diceva sempre: quando sei davanti allo schermo, ti metti sotto una cappa.
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| Il Cattivo Tenente, Abel Ferrara |
Il cinema è un rifugio? Più che altro è uno specchio. Lo
spettatore si sdoppia, e si vede agire al di là dal vetro. Si prende le misure.
Realizza cosa ha dentro di sé. Ecco allora che lo schermo non è altro che un
metodo autoptico. Ma il cinema può essere anche un trattato antropologico o
sociologico (Shohei Imamura, Glauber Rocha).
Ma il cinema è anche, per me, la storia dell’elaborazione di
un lutto. L’apparecchio su cui fruisco attualmente i film, quello che ho in
casa, è stato un regalo fattomi lo scorso febbraio da mia madre. L’ultimo. Lei,
infatti, è morta di tumore al pancreas lo scorso luglio. La visione dei miei
film mi ha accompagnato durante la sua malattia e la sua scomparsa.
Ecco che allora vorrei che questo blog fosse anche un po’
come quel libro di Roland Barthes, La Camera Chiara, dedicato
contemporaneamente alla fotografia e alla perdita della madre del semiologo
francese. Perché l’arte non è mai distante dalla vita. L’arte si fonde con la
vita. L’arte è la vita. Ve lo dico da attore e da fotografo.
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| Il Profondo Desiderio degli Dèi, Shohei Imamura |
Ma cosa troverete in questo blog? Film, certo. Ma, che film?
Il film più vecchio dovrebbe essere, credo, il Nosferatu di Murnau. Il più
recente, Moebius di Kim Ki-Duk. In mezzo, troverete cinema d’autore,
documentari d’autore, tutti film che tengo in un armadio pieno di vecchi
nastri. Non mi interessa il cinema contemporaneo: è morto, e in più lo trattano
su altri lidi (cfr. sezione ‘Leggi anche …’).
In conclusione, vi lascio con una riflessione di Godard, che
spero vi accompagnerà, settimana dopo settimana, come lettori di questo blog
(vi esorto, a ogni pubblicazione, a: leggere il titolo del film, vedere il
film, leggere la recensione): “Ora ho delle idee sulla realtà, mentre quando ho
cominciato avevo delle idee sul cinema. Prima vedevo la realtà attraverso il
cinema, e oggi vedo il cinema nella realtà”.
Gian Paolo Galasi, 8 novembre 2019


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