La visione di questa pellicola mi ha ricordato quella de La Bella Estate di Laura Lucchetti dello scorso anno. Lì c’era un chinare il capo della diversità nei confronti della massa (fascista) non tanto convinto, nel senso che in quest’oggi in cui viviamo tensioni simili si potrebbe pensare che ‘è la vita che è fatta di sacrifici’, qui invece, in questa pellicola, c’è una strana commistione di elementi contemporanei e altri, diciamo, non completamente masticati e digeriti, pensati quindi.
Pierre Bonnard (Vincent Macaigne) è un pittore post-impressionista, autore anche di scenografie teatrali, illustrazioni e litografie (che non vengono mai mostrate nel corso della messa in scena cinematografica purtroppo) e condivide lo studio (nel film invece vive in solitaria) con altri due pittori del gruppo degli ‘indépendents’, artisti che non si piegano alle avanguardie e arriva a colpire e ispirare persino Henri de Toulouse-Lautrec.
Nella sua attività di pittore arriva a conoscere come modella e a innamorarsi di Marthe (Cécile de France), con cui instaura una relazione che, seppure mai arrivata agli sponsali, proseguirà per tutta la vita di lei. Pierre ha una mecenate, Misia (Anouk Grinberg) che forse è stata anche sua amante, modella e provetta pianista che, morto il ricco marito, abbandonerà la sua arte per rinchiudersi in relazioni con uomini facoltosi che però le tarperanno le ali creative.
Ecco, c’è un momento di forte tensione nel film, appunto, quando Marthe e Misia litigano nella casa sul fiume fuori Parigi dove la donna più giovane vive col pittore, in cui la ragazza rinfaccia alla ricca donna di aver rinunciato alla propria arte per farsi mantenere, che è tutto contemporaneo. Mentre il legame a tre con una giovane studentessa che poi, rifiutata da Pierre, si toglierà la vita, è affrontato con timidezza e poca convinzione.
E così ci si trova di fronte ad un’opera cinematografica che, giustamente, dovrebbe vivere di tensioni contemporanee – tutte le opere d’arte parlano dell’oggi, anche quelle antiche – ma lo fa in maniera non sempre convinta. Spiace anche che lo stile pittorico di Bonnard e le sue altre attività ‘collaterali’ vengano poco esplicitate, perché c’è stato sicuramente un intreccio tra arte e vita che ha solo del didascalico in questa proposta.
Non fraintendetemi, per due ore rimarrete comunque incollati allo schermo perché i personaggi hanno comunque una loro magneticità e un loro fascino, proprio perché ci raccontano di una vita alternativa alla nostra, non fatta di cartellini da timbrare e stipendi fissi – ci sono ancora, a proposito? – e giornate che passano tutte uguali, con tutti i rischi del caso, compreso quello di avvicinarsi alla morte.
Sarà per questo che la gente comune rifiuta l’arte e cerca modelli di vita meno ambiziosi anche se più noiosi? Questo il film non lo dice, e non pone nemmeno questa domanda, anche se sarebbe stato interessante lo facesse: si limita a farci annusare l’aria della libertà senza però mostrarci come ci si prendono responsabilità e oneri, che non mancano, ma è tutto come pervaso dall’atmosfera di un sogno, quello appunto della messa in scena, il che conferisce alla pellicola qualcosa di ambiguo e incompiuto.
Ecco, diciamo che il film soffre di una intenzionalità non limpida, gli manca un quid di capacità di rivendicare un modo di vivere e un mondo che non è il nostro e non ce lo sbatte in faccia con coraggio; alla fine pertanto non si capisce perché qualcuno dovrebbe vivere come pittore. Non si parla dell’ispirazione, di come essa ti cambia, di quali prospettive apra e quali chiuda … insomma, non si capisce perché qualcuno dovrebbe affrontare quella strada nella propria vita.
Eppure una certa, diciamo, fragranza, si percepisce, e allora vale la pena perdere due ore della propria vita sapendo però che si uscirà con più domande che risposte, senza che questo fosse lo scopo della pellicola, che è quello di raccontare una storia d’amore, forse il mito dell’amore, tra due soggetti liberi dalle convenzioni sociali ma la cui libertà non sappiamo se sia stata esplorata fino in fondo.


