domenica 31 dicembre 2023

Foglie al Vento di Aki Kaurismaki

Vale la pena andare al cinema e immergersi nelle immagini e nel racconto di questo film. Qualcuno ha già scritto che Kaurismaki oggi come oggi è in un mondo a parte, in un mondo di una classicità tutta sua dove i personaggi che vivono una condizione di solitudine estrema – addirittura quando invitano a cena un ospite devono comprarsi un altro piatto e altre posate – alla fine riescono con un gesto a riappropriarsi della vita non ostante le difficoltà.

Altri hanno notato le citazioni cinematografiche – Chaplin nel finale ad esempio – oppure la composizione fotografica e i colori, frutto delle solite ricerche spasmodiche del regista e del suo fotografo di scena Timo Salminen. Ma il vero motivo per cui andare a vedere questo film è la fiducia nell’umanità che Kaurismaki ancora nutre. Una umanità semplice, con uomini capaci di smettere di bere per amore e donne che ti leggono riviste di gossip mentre te ne stai in coma in ospedale.

E’ la storia di Ansa (Alma Poysti) e Holappa (Jussi Vatanen), lei cassiera di un supermercato licenziata perché ruba prodotti scaduti, lui operaio ubriacone che viene cacciato in malo modo dopo essersi ferito a seguito di un incidente con un macchinario vecchio. Entrambi soli, entrambi alla ricerca di una stabilità impossibile da ottenere in questo nostro mondo, con la radio che costantemente ricorda la guerra nella vicina Ucraina.

 


L’amore non è la risposta, ma è tanto, più di qualcosa. Forse Kaurismaki vuole ricordare, col suo cinema, che non vale la pena rimpicciolire il proprio campo energetico solo perché gli eventi della vita remano contro a tutte le persone che attraversano guai come i suoi due protagonisti, o forse lo vuole ricordare a tutti noi, nessuno escluso. Sta di fatto che la luce riscalda queste fredde giornate autunnali.

Anche al lordo di qualche risata, come quando gli spettatori di The Dead Don’t Die di Jarmusch commentano di aver visto un film che ha ricordato loro il Diario di un Curato di Campagna di Bresson o Il Disprezzo di Godard ad esempio, o come quando Holappa si rifiuta inizialmente di andare al karaoke con l’amico e convivente interpretato da Janne Hyytiainen (già protagonista di Le Luci della Sera) perché ‘I duri non cantano’.

Quarto capitolo di una tetralogia ‘dei perdenti’ assieme ai precedenti Ombre nel Paradiso, Ariel e La Fiammiferaia, Foglie al Vento ci mostra un Kaurismaki in splendida forma, con molte frecce al suo arco anche per il prossimo futuro. Film ‘fuori classifica’ rispetto alle mie visioni di quest’anno perché vive in un universo tutto suo, sono felice abbia chiuso le mie visioni di quest’anno col suo tocco di malinconia agrodolce. 


 

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